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23 novembre 2007
Il grado di sicurezza di un luogo: fattore reale o percepito? Qual è il gap tra i due? Quali i fattori da affrontare? Quali policy da applicare?
La sicurezza di un luogo, spesso è descritta attraverso statistiche e dati numerici che, in valore assoluto sono interessanti, ma spesso non contemplano l’analisi di alcuni fattori chiave relativi al problema della sicurezza: il gap tra sicurezza reale (dati numerici determinati ) e percezione della medesima. La percezione della sicurezza va contestualizzata rispetto alla geografia analizzata, tenendo conto dell’interazione ed integrazione di una serie di fattori chiave, peculiari di un territorio, quali:
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densità di popolazione e grado di urbanizzazione;
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composizione della popolazione, razze , concentrazione di giovani;
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condizioni economiche, incluso la media dei salari, livello di povertà e disponibilità di posti di lavoro;
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fattori culturali, educativi, ricreativi e caratteristiche religiose;
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morfologia e ruolo della famiglia “tipo”;
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policies ed altre componenti del sistema “giustizia”;
Ad esempio, gli USA hanno una mappa della sicurezza reale e della sua percezione che varia da città a città, non solo in base alle regole nazionali (numero chiuso per anno di nuovi immigrati per razza , capacità di produrre reddito, ecc.) ma rispetto all’integrazione sul territorio. La California , nella fattispecie la Silicon Valley, con la più alta densità multirazziale , “forse al mondo”, ha un fattore di sicurezza reale e percepita molto alto perchè l’interazione e l’integrazione dei punti di cui sopra è di livello medio alto , nelle industrie tecnologiche, Università, ecc. e si innesta su una struttura socio economica accessibile a tutti e fruibile da parte di tutti. Filadelfia, Dallas, Huston, Los Angeles, più che New York, sono invece le città di riferimento per la più alta criminalità. In particolare Washington ha detenuto questo primato per anni. E questo la dice lunga.
Filadelfia è una città con una composizione sociale con aggregazione all’estremità inferiore e superiore, mentre Washington DC è una città con un insediamento di sud americani, non integrati, molto alta, da qui un alto indice di omicidi soprattutto nell’area che si estende per qualche chilometro a partire dal Congress fino alla Casa Bianca, area molto presidiata dalle forze di Polizia!
Sicuramente il potenziamento delle forze dell’ordine non è di per sè un fattore determinante nella sicurezza reale e nè in quella percepita, rappresenta solo una delle componenti che partecipano al complesso equilibrio di concause sociali ed economiche - possibilità di lavoro, programmi di sviluppo per i ragazzi, ecc….
L’assenza di sicurezza è inversamente proporzionale alla misura della qualità della vita di un luogo. Ad esempio le città con il più alto grado di qualità di vita nel 2006 sono state: Zurigo, Ginevra, Vancouver, Vienna, Auckland, Dusseldorf, Francoforte Monaco, Sydney, Berna (Source: Mercer quality of living survey, April 2006 ) che hanno anche un fattore sicurezza molto alto.
Sulla base di queste premesse l’Italia, si trova a dover gestire una endogena resistenza al cambiamento della compagine socio economica, che crea incertezza nel futuro e competizione nel business, pertanto tale percezione (indefinita) di insicurezza viene tradotta “sic et simpliciter” in percezione di “scarsa sicurezza”, perché è una nazione che : 1) per anni è stata omogenea dal punto di vista razziale e religioso (pregiudizi culturali); 2) ha dovuto affrontare il problema della policy di regolamentazione dei flussi migratori in entrata e in uscita, che sono in progress; 3) dovrà affrontare il problema delle policy di integrazione razziale scalare ( accessibilità a funzioni e posizioni, indipendentemente dalla razza); 4) deve gestire il problema della percentuale di impiego dei giovani e degli ultra quarantenni (italiani) che è basso e ad alto rischio di stabilità;
Questi fattori sono tra i principali artefici della percezione di non sicurezza . Gli approcci per allineare la sicurezza reale e la percezione di essa, sono completamente diversi e portano alla proposta di attuazione di policy completamente diverse.
| inviato da gabriella_campi il 23/11/2007 alle 9:38 | |
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